Sei sicuro di sapere tutto su Lemmy dei Motörhead? Scoprilo con questo nostro articolo!
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Tra un videogame a l’altro, il 28 dicembre del 2015 il mondo dell’hard ‘n’ heavy ha perso una delle sue figure più iconiche: Ian Fraser “Lemmy” Kilmister, il leggendario frontman dei Motörhead.
Lemmy si è spento a 70 anni, pochi giorni dopo aver ricevuto una diagnosi di un cancro aggressivo e incurabile. Non si sa bene quale videogame abbia accompagnato le sue ultime ore, ma la verità è che gli amici o chi lo incontrava spesso a West Hollywood pare conoscesse bene le sue abitudini e le sue passioni, tra le quali proprio i videogiochi.
Il cantante e bassista, celebre per la sua voce graffiante e lo stile imparagonabile è stato stato sepolto al Forest Lawn Memorial Cemetery di Hollywood, in California, ma pare, da notizie recenti, che le sue ceneri siano in giro per il mondo e addirittura inserite in alcuni bossoli di proiettile.
Quelli di noi che hanno seguito da sempre la band e il suo leader ricorderanno anche che la sua cerimonia funebre, alla quale hanno partecipato amici e parenti, è stata trasmessa in streaming.
Una vita fuori dal comune
Riflettere sulla morte di Lemmy significa inevitabilmente volgere lo sguardo alla sua vita straordinaria. Per quanto il suo decesso sia stato una perdita dolorosa per tutti gli amici, i colollaboratori e, ovviamente, coloro che veneravano la band, Lemmy stesso avrebbe voluto che ci si concentrasse sul ciò che è stato in vita, più che sul come e quando è morto.
Ripercorrendo la sua carriera e le sue esperienze personali, emergono tantissime curiosità e aneddoti che mostrano il carattere eccentrico e straordinario di quest’uomo. Ne abbiamo selezionato 10, ma scavando e approfondondendo è uscito in mondo (sappiatelo!).
10 Curiosità sulla Vita e Carriera di Lemmy dei Motörhead

1 – Origine del nickname ‘Lemmy’
Il nome completo di Lemmy era Ian Fraser Kilmister, ma il suo soprannome nacque durante l’adolescenza. Si dice che chiedesse spesso in prestito denaro con la frase “Lemme a quid” (slang per “lend me a quid” – “prestami una sterlina”).
Tuttavia, lo stesso Lemmy ha ammesso in diverse interviste di non ricordare davvero l’origine del suo soprannome.
2 – Grande fan di Janet Jackson e dei Beatles
Nonostante il suo stile da duro e al suo amore per i Beatles (meno appassionato, invece, dei Rolling Stones), Lemmy era anche un grande fan di Janet Jackson e, per questo motivo, aveva pensato di registrare una canzone proprio con l’icona pop, sorella del leggendario Michael.
La sua idea era quella di registrare una versione di Black Cat (dall’album Janet Jackson’s Rhythm Nation 1814 del 1989), poiché mescolava rock e r&b. Come finì? La casa discografica non approvò quest’idea, quindi i sogni di una fusion heavy-pop svanirono definitivamente.
3 – Il successo in età adulta
Lemmy Kilmister ha fondato i Motörhead nel 1975, raggiungendo il successo planetario solo in età adulta, a differenza di molte altre rockstar esplose in giovane età. Un esempio tra tanti sono i Mötley Crüe, che iniziarono giovanissimi: Tommy Lee, ad esempio, aveva solo 17 anni e, come si legge nel libro The Dirt (ora anche film), veniva accompagnato dai genitori ai concerti.
Questo contrasto dimostra come nel rock non esista un’età giusta per sfondare. La frase “Never too old to rock”, sebbene non sia di Lemmy, riflette perfettamente il suo percorso.
4 – Ha lavorato per Jimi Hendrix

Negli anni ‘60, prima di fondare i Motörhead, Lemmy Kilmister lavorò come roadie per Jimi Hendrix. Prima di unirsi al mondo dell’heavy metal, nel 1967 ebbe l’opportunità di osservare da vicino il leggendario chitarrista, che gli consigliò di passare dalla chitarra al basso, un suggerimento che cambiò definitivamente la sua carriera.
Lemmy raccontò spesso di aver visto Hendrix sperimentare con effetti sonori e droghe, esperienze che influenzarono il suo approccio ribelle al rock. Sebbene non abbiano mai suonato insieme ufficialmente, quell’esperienza fu fondamentale per la crescita di Lemmy come musicista. Il suo stile aggressivo e diretto deve molto a quell’epoca.
5 – Padre di (forse) due figli
Lemmy Kilmister ha avuto un figlio noto, Paul Inder, nato nel 1967 da una relazione con una donna di nome Patricia. Paul è cresciuto nel mondo della musica e ha lavorato come produttore e musicista.
Lemmy ha ammesso di non essere stato un padre presente a causa della sua carriera e dello stile di vita frenetico, ma ha mantenuto un rapporto con suo figlio. In passato si diceva che avesse avuto un altro figlio dato in adozione, ma non ci sono molte informazioni confermate. Nonostante la sua immagine da rocker duro, Lemmy ha sempre parlato con affetto della paternità.
6 – Esiste un film sulla sua vita
Il documentario Lemmy (2010) è diretto da Greg Olliver e Wes Orshoski e ha una durata di circa 116 minuti. Il film esplora la vita e la carriera di Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead, mostrando il suo stile di vita, la sua passione per la musica e la sua influenza nel rock e nel metal. Include interviste a icone come Metallica, Ozzy Osbourne e Dave Grohl, che raccontano il suo impatto sulla scena musicale.
Il documentario offre uno sguardo intimo sulla sua quotidianità, tra slot machine, memorabilia della Seconda Guerra Mondiale e whisky. Acclamato dai fan, è considerato un tributo autentico alla leggenda del rock.
7 – Motörhead non è il primo brano scritto per la band omonima
Lemmy Kilmister è noto per aver scritto Motörhead, la canzone che ha dato il nome alla sua band, ma non fu la sua prima composizione. In realtà, Motörhead fu l’ultimo brano che scrisse per gli Hawkwind, il gruppo space rock di cui faceva parte prima di essere licenziato nel 1975.
Questo significa che tecnicamente non è stata la sua prima canzone per i Motörhead, ma piuttosto un ponte tra il passato e il futuro della sua carriera. La versione degli Hawkwind di Motörhead ha un sound psichedelico molto diverso da quello grezzo e aggressivo che la canzone assunse con i Motörhead. Questo episodio rappresenta perfettamente la trasformazione di Lemmy da musicista space rock a icona dell’heavy metal.
8 – I Motörhead avevano inizialmente un nome differente
Prima di chiamarsi Motörhead, la band fondata da Lemmy Kilmister si chiamava Bastard. Questo nome, però, risultava poco funzionale per diverse ragioni. In primo luogo, era un termine volgare e offensivo, il che avrebbe reso difficile ottenere passaggi radiofonici e promozione nei media mainstream.
Non dimentichiamo che negli anni ‘70 le radio e le case discografiche erano molto più conservative e un nome del genere avrebbe potuto limitare la diffusione del gruppo. Il nome, inoltre, avrebbe potuto creare problemi con la censura, soprattutto nei mercati più restrittivi come quello americano. Dal punto di vista del merchandising, vendere dischi e prodotti con un nome così provocatorio avrebbe potuto alienare una parte del pubblico e dei rivenditori.
Per questo motivo, il manager Doug Smith consigliò a Lemmy di cambiare nome. Così, la band adottò Motörhead, ispirandosi all’ultima canzone che Lemmy aveva scritto per gli Hawkwind. Il termine motörhead era uno slang americano che indicava un consumatore abituale di anfetamine, un riferimento perfetto allo stile di vita sfrenato di Lemmy e all’energia della sua musica, e si rivelò una scelta vincente che permise alla band di raggiungere un pubblico più ampio senza compromettere la loro identità ribelle.
9 – Aveva un grande amico
Lemmy Kilmister era molto amico di Ozzy Osbourne, il leggendario frontman dei Black Sabbath. I due si conobbero negli anni ’70 e svilupparono una solida amicizia, che durò per tutta la vita.
Nonostante le loro carriere avessero preso direzioni diverse, mantennero sempre un forte legame, spesso condividendo storie di vita e di tournée. Lemmy e Ozzy erano anche conosciuti per la loro passione per il bere e per il loro stile di vita rock’n’roll, che li legava ulteriormente. La loro amicizia è stata una delle più longeve e pubbliche nel mondo del rock.
10 – Scrisse canzoni per Ozzy
Nel 1990, quando Lemmy Kilmister si trasferì negli Stati Uniti, si trovava in una situazione finanziaria difficile. Ozzy Osbourne e sua moglie Sharon furono tra i primi a offrirgli supporto, proponendogli di scrivere alcune canzoni per Ozzy. Lemmy accettò e contribuì con sei brani all’album No More Tears di Ozzy Osbourne, di cui quattro furono inclusi nella versione finale dell’album.
In un’intervista, Lemmy rivelò che i guadagni derivanti da queste collaborazioni furono superiori a quelli accumulati in 15 anni con i Motörhead. In particolare, le royalties per la canzone Mama, I’m Coming Home furono così consistenti da superare i suoi guadagni precedenti.
Questa collaborazione non solo migliorò la situazione finanziaria di Lemmy, ma consolidò anche un legame di amicizia e rispetto reciproco tra lui e Ozzy Osbourne, che, come vi abbiamo detto, durò per tutta la loro carriera musicale.
